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L'elogio funebre di Totò Cuffaro, al padre Raffaele

Noi che rimaniamo vivi in questa vita dobbiamo dar conto di noi a te che sei nell’altra vita. Speriamo di essere degni di un padre, di un marito e di un nonno come te, ti promettiamo di impegnarci a esserlo. Ciao papà

Raffaele Cuffaro

Pubblichiamo (integralmente) la lettera che l'ex Governatore Totò Cuffaro ha inviato in occasione dei funerali del padre e letta in chiesa dal fratello Silvio:

"Papà, proverò a salutarti nonostante la commozione che noi tutti abbiamo dentro. Essa non trova parole e meglio si esprime senza di esse, ma faremo dire al cuore.

Ti amiamo tanto, ma non tanto, quanto e come ci abbia amato tu. Questo ci rende egoisticamente felici. Hai lavorato tanto insieme a mamma per crescere, farci crescere a farci stare bene. Hai fatto sacrifici infiniti per tutti noi. Questo ci fa sentire responsabili e impegnati. Il tuo esempio sarà per noi da stimolo, ci darà forza per fare. La vita non è mai semplice ma è sempre ciò che si propone di essere. Essa è coscienza di se stessi.

Tu sapevi cosa vuol dire essere vivi e vivere. Vivere bene è la più grande conquista della vita umana. Tu che ci hai insegnato il senso del divino senza mai trascurare il senso umano. Per tutto il tempo che siamo stati insieme abbiamo imparato da te: tu ci hai sempre dato senza mai nulla chiedere e senza niente pretendere. Hai vissuto in armonia con te stesso, con chi ti è stato accanto e con chi ti è stato vicino.

Hai sempre saputo e voluto rispettare tutto e tutti. Sei stato umile, modesto, indifferente al vento, pieno di dignità, sensibile alla sofferenza, disponibile al bisogno, capace di comprensione, ricco di speranza e pronto al perdono. Hai lottato e difeso le cose in cui hai creduto, per le quali hai vissuto. Hai saputo preservare la tua anima dal cinismo, l’hai circondata di valori d’umanità, di bontà e d’amore. Una vita come la tua, così piena e vera, che ha preparato il terreno e ha così ben seminato non è fuggita davanti alla morte; l’ha affrontata serenamente.

La morte ha un interesse per tutti e non è mai buona, ma quando ti lascia il tempo di dare tutto, di essere tutto te stesso e di essere tutto per gli altri: la morte non è cattiva, è solo la morte. Papà, tu adesso potrai sapere la sede dell’anima, capire i suoi legami col corpo, tu che hai misurato quanto tempo occorre all’anima per separarsi dal suo corpo ti aspetta un riposo eterno e una nuova vita, in un mondo di luce limpida e pura. Un mondo nel quale tanti ti aspettano, i tuoi che ti hanno preceduto, tu che arrivi per ultimo per introdurti nei segreti della nuova vita che ti aspetta. E così tutti voi, tornati insieme, sarete ricongiunti.

Da lassù abbraccerete insieme l’immensità del tempo e scruterete gli infiniti problemi della vita, abbasserete gli occhi quaggiù e dal cielo, sempre insieme, guarderete ciò che avete lasciato e dove continuate a essere nei nostri cuori. Nei cuori di noi, che dobbiamo avere conforto nel sapere che siamo sempre sotto il vostro sguardo protettivo come quando eravate in vita. Papà, l’infelicità e il dolore per averti perso non può farci dimenticare l’amore che ci hai dato, e non deve sopraffare la gratitudine per le tante cose che ci hai lasciato e che vivranno sempre con noi e faranno vivere anche te.

E così ci ricorderai chi siamo, cosa siamo e dove siamo. Perché non si è di nessuna parte finchè non si ha qualcuno che non è più in questo mondo ma che rimane i8n questa terra. Vacillano le cose umane e corrono via, e nessuno è per noi così esposto e fragile come colui che più amiamo. Non esiste sistema umano conosciuto che sia in grado di giustificare se stesso. Non sappiamo in realtà qual è il fine ultimo di tutte le cose abbiamo però la conoscenza di quello che è il fine interno di ogni cosa: l’amore! Crediamo che per Gesù non esista la morte se non come strumento.

Dopo la morte siamo vivi. Vivi perché dobbiamo rispondere della nostra esistenza. Perché il giudizio per quello che siamo stati, Dio dovrà darlo ai vivi e non ai morti. Per questo chi non ha ben vissuto la sua esistenza non andrà all’inferno, non può esistere l’inferno nel mondo di un Dio buono, andrà nel nulla e sarà dimenticato. Chi ha vissuto bene la sua esistenza, invece, andrà nel tutto e sarà amato e ricordato.

Si, è vero, è sempre prematuro un funerale di un padre, anche quando a esso partecipano tutti i suoi figli, con la presenza, oppure con la mente, il cuore e lo spirito. E quando partecipano la moglie, le nuore, i nipoti, i parenti e gli amici. Sei stato un padre perfetto, ci hai dato solo e sempre piaceri. L’unico dispiacere che poteva venire da un padre come te, è questo della tua dipartita. Solo questo dispiacere ci hai dato. Quello di andartene, per il resto, solo gioie e amore.

Da lassù ci darai ancora la mano. Così come facevi quando, da bambini, per farci dormire ci raccontavi la storiella, senza mai fine, del lupo che insegue il cane e dei cani che affrontano i lupi. Il sonno poneva fine alla storiella ma infinite continuavano le tue carezze, infinita la tua tenerezza, come infinito rimarrà in noi il tuo affetto e il profumo dei tuoi sospiri. Non ti vedremo più con la mamma. Non assisteremo più al tuo accudirla e all’essere accudito da lei. Non ti sentiremo più parlare e non avremo più il tuo abbraccio sicuro, sereno e rassicurante. La mamma parlerà con te per parlare a noi tutti, perché tu possa continuare a dirci.

Perché tu possa seguirci e ancora consigliarci. Mamma a te questo compito bello ma difficile, cosicché papà possa continuare a esserci come se non fosse mai andato via. Mamma, non piangere presumiamo molto da te. Il tuo affetto per noi dovrà essere più forte del tuo dolore, e noi tutti: figli, nuore e nipoti, saremo per te conforto e consolazione. Papà sappiamo quanto sei stato fiero della tua famiglia. Anche noi siamo, almeno tanto quanto lo sei stato tu, fieri di te. Noi tutti siamo orgogliosi e dignitosamente e meravigliosamente appagati di te.

Sei ancora così presente che è difficile abituarsi a credere che tu non ci sia più. Il legame tra genitori e figli e così forte, profondo, unito, incollato, che nello staccarsi si porta via un pezzo di noi. La nascita di un nuovo giorno porterà con sé il dolore e la fatica di doverlo vivere senza averti tra di noi, ma porterà anche la consapevolezza di doverlo affrontare col sostegno di quello che ci hai lasciato e con la certezza che siamo sulla strada dove tu e mamma ci avete messi.

Noi che rimaniamo vivi in questa vita dobbiamo dar conto di noi a te che sei nell’altra vita. Speriamo di essere degni di un padre, di un marito e di un nonno come te, ti promettiamo di impegnarci a esserlo. Ciao papà" 
 

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