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"La forma (di gestione) dell'acqua", continua il botta e risposta

Continua il dibattito a distanza tra il sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro e i Commissari Prefettizi che hanno sconfessato l'operato del primo cittadino di Raffadali che continua però con coraggio la sua battaglia

In una lettera aperta scritta in risposta a quella del Commissario Prefettizio Dell’Aira, e anche per far chiarezza sull’attuale situazione, il sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro, in attesa della sentenza del TAR che si pronuncerà sull’efficacia della sua ordinanza, il prossimo 7 novembre, sostiene ancora le sue ragioni che sono soprattutto quelle dei cittadini che amministra. Questa la lettera di Cuffaro: 

“Rispondo - attacca Cuffaro - affinché i fatti siano di tutti e ho rotto gli indugi, perché, a mio modo di vedere, è giusto che oltre ai Sindaci dei Paesi della ex Provincia di Agrigento, facenti parte dell'ATI e quindi partecipi alle discussioni assembleari conoscendone fatti e circostanze, anche i cittadini che abitano queste comunità sappiano il modo di agire degli attuali Commissari Prefettizi, che stanno gestendo sia la società Girgenti Acque s.p.a sia il servizio idrico integrato nei 27 comuni dell’ATI idrico.

Non voglio entrare nel merito della nota del Commissario Dell’Aira, sarcasticamente “inesistente nel contenuto e nelle argomentazioni”. Forse, perché scritta, da chi si è sentito offeso per la disquisizione su argomenti inerenti la sua professione? 
Se si è infastidito in questo, mi dispiace, non volevo.  Se invece ha cercato di sminuire una propria distrazione o superficialità con argomenti poco credibili, come ha fatto con la sua ultima risposta, in verità credo che è meglio non perdere l’occasione per tacere.

A dirlo sono i fatti, basta leggere il contenuto dell’ordinanza citata, che riporto: “considerato che l'ordinanza impugnata si basa su specifiche e rilevanti problematiche organizzative ed igienico-sanitarie connesse con l’erogazione del Servizio Idrico Integrato nel comune di Raffadali“ e ancora „... dei quali l’autorità comunale non può non farsi carico, anche agli effetti dell’adozione di ordinanze contingibili e urgenti ai sensi dell'art.50 comma 5 e/o dell'art. 54 comma 4 del Dlgs 267/2000 …”.

Ribattere sulle affermazioni “rispetto della legge e di induzione ad operazioni contra legem”, mi sembra grottesco, specie per chi come noi conosce l’ambito della norma giuridica. Ricordo a me stesso, che un’ordinanza contingibile e urgente non impugnata, va eseguita. Forse ho commesso lesa maestà nel convocarla, per dare esecuzione all’ordinanza e procedere alla consegna formale e materiale delle reti?

Non mi esprimo sul concetto relativo alla natura giuridica dell’ordinanza, perché spiegare l’espressione da Ella dichiarata “inopportunità pretendere di convocare d’autorità organi che appartengono per legge a compendi totalmente diversi, non legati da vincoli di dipendenza con il Comune”, significa entrare in un argomento solo per gli addetti ai lavori, ma che, comunque visto ciò, sarebbe il caso che Ella lo approfondisca.  
Vorrei chiudere, questo alterco mediatico in attesa della sentenza del 7 Novembre.

Inoltre, vorrei fare tesoro del suo consiglio, quale, anche Lei, uomo saggio e di esperienza, andando subito a ricercare una legge che mi spiegasse:
- che una comunità di oltre 13.000 abitanti, come quella che amministro debba avere turni idrici di oltre 10 giorni (con picchi di 14 giorni nel periodo estivo quando la densità demografica da 13.000 passa ad oltre 15.000);
- che nonostante i progetti già pronti prima della vostra nomina e da voi accantonati, un quartiere del paese è costretto a convivere con una fogna a cielo aperto, malgrado i nostri ripetuti solleciti;
- che nonostante diversi incontri, diverse riunioni operative e diverse segnalazioni, il rispetto della legge sul montaggio dei contatori è stata travisata creando allarme sociale, problemi di ordine pubblico e disparità di trattamento;
- che i contatori montati, come da lei ammesso in diverse circostanze, non risultano conformi alla normativa sotto l’aspetto qualitativo;
- che nonostante il rapporto tra i turni idrici, le dimensioni dei tubi di erogazione e le ore di erogazione non sono confacenti con la misurazione riportata nei contatori idrometrici;
- che i cittadini devono convivere con le perdite della condotta idrica che allagano e distruggono le strade cittadine;
- che le strade (oltre 115) soggette nel tempo ad interventi di manutenzione dell’impianto fognario e idrico, a causa del mancato ripristino dello stato dei luoghi risultano un pericolo corrente e costante per tutti i cittadini, ecc.
 Ammetto la mia ignoranza… ma dopo tanto cercare NON ho trovato questa LEGGE.

Se lei è a conoscenza di una “NORMA” che in questi casi ordina al Sindaco di una comunità di chiudere gli occhi e/o girarsi dall’altra parte, me la indichi.

Viceversa, essendo stato invitato, proprio al rispetto della legge, senza presunzione alcuna, vorrei ricambiare il consiglio.

E mi chiedo e vi chiedo: Perché siete intervenuti, sulla direttiva dell’ATI, riguardo l’applicazione della tariffa forfettaria ai comuni di Raffadali e Favara, come previsto da una direttiva dell’ARERA,  considerato che non è di vostra competenza,  bensì dell’ATI?
 - Perché siete intervenuti con un invito e diffida nei confronti dei sindaci componenti dell’assemblea dell’ATI,  sulle procedure di riconoscimento dell’applicazione dei benefici  dell’Art. 147 D,Lgs 152/2006,  considerato che siete in carenza di potere  sia per Decreto Prefettizio di Nomina, sia per legge? 
Potrei continuare ancora, ma rischierei di tediare i lettori ma, se del caso, lo farò nei luoghi e nei momenti giusti”. 


Con stima Avv. Silvio Cuffaro 

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