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Tasse riscosse illegittimamente? Il comitato “No Tari” di Raffadali scrive al sindaco Firetto

Il comune di Agrigento invia le bollette Tari, ma gli abitanti di alcune contrade in territorio agrigentino, abitate esclusivamente da cittadini raffadalesi, sostengono di non ricevere alcun servizio, ritenendo la tassa illegittima

Tari

L'avvocato Giovanni Ballaccomo, a nome del Comitato "No Tari" di Raffadali, ha inviato una lettera aperta con la quale vuole portare a conoscenza della pubblica opinione il problema che molti cittadini raffadalesi, residenti in territorio di Agrigento, sono costretti ad affrontare visto che pagano per un servizio che non viene loro erogato e che il comune di Agrigento ritiene invece di dover riscuotere.

Una questione che si trascina da anni e che forse dovrebbe essere risolta a livello istituzionale, una soluzione potrebbe essere quella della rimodulazione dei territori appartenenti ai due comuni interessati (Raffadali e Agrigento) e la cessione reciproca di alcune zone che potrebbe avvantaggiare entrambi i comuni. Questa la lettera inviata a Firetto e agli altri soggetti interessati da parte del comitato:   

LETTERA APERTA
AL SINDACO DEL COMUNE DI AGRIGENTO
AL CONSIGLIO COMUNALE DI AGRIGENTO
AL DIRIGENTE DEL SETTORE FINANZE
AI DIRIGENTI DELL’ATO GE.SA. AG 2 SEZIONE TRIBUTI
AI DIRIGENTI DELLA SOCIETA’ SRR ATO 4 AGRIGENTO EST SEZIONE TRIBUTI
                                  

Egregi Signori
Chi scrive questa lettera è un cittadino di Raffadali che, come Avvocato e componente del Comitato NO TARI Modaccamo, Cattà, negli ultimi anni si è occupato della vicenda degli avvisi di accertamento TIA, TARES E TARI notificati dal Comune di Agrigento di concerto con le società sopra indicate ai tanti cittadini raffadalesi proprietari di immobili situati nel territorio di Agrigento ed in particolare nelle Contrade Cattà, Grotticelle, Modaccamo, Pietra Rossa e Busunè.

Ho ritenuto opportuno adottare il metodo della lettera aperta al fine di far conoscere alla Comunità Agrigentina tutta il contegno tenuto dall’amministrazione comunale (e non solo) nei confronti dei cittadini raffadalesi destinatari degli avvisi di accertamento sopra indicati e per porre delle domande alle Autorità sopra indicate i tema di rifiuti e relativa gestione.

I cittadini raffadalesi, rifiutando con sdegno di passare alla storia come evasori in materia di rifiuti, già nei mesi scorsi e sotto la forma di Comitato cittadino,  si sono preoccupati di sottoporre la questione al Sig. Prefetto di Agrigento e al Sindaco pro tempore, cercando di spiegare la illegittimità delle richieste di pagamento avanzate e che se vi è un  inadempiente lo si deve individuare nel Comune di Agrigento che  non si è mai preoccupato di attivare il servizio di raccolta dei rifiuti in quelle lontane zone (rispetto al centro cittadino).

La salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini interessati alla questione è stato un tema affrontato (malamente) solo per il centro abitato creando, come conseguenza, una sorta di razzismo che, come cercherò di spiegare più avanti, è anche “razzismo fiscale”. Eppure, nei regolamenti, avete scritto che il servizio di raccolta dei rifiuti viene esteso a tutto il territorio agrigentino.
La situazione di fatto ci suggerisce che, su tutto il territorio, avete esteso il pagamento della Tia, della Tares e ora della Tari e non il servizio di raccolta e di spazzamento.

Ad oggi, nessuno si è preoccupato di dare una risposta a quella gente che alla fine chiedeva e chiede un incontro per far capire che si è cittadini con diritti e doveri e non sudditi che devono pagare e basta. Ognuno ha il suo stile. Molto probabilmente, a seguito di quella richiesta, qualcuno in comune avrà detto: “Ma chi vonnu sti rafadalisi, pirchì un paganu? Faciti ricursu.”
(Ho scritto quanto sopra volutamente in siciliano nel tentativo di imitare indegnamente il Maestro A. Camilleri che so essere stimato dal Sindaco Firetto. La vicenda che cerco di denunciare, comunque, induce a pensare che degli insegnamenti di A. Camilleri ne abbiamo fatto solo coppi per calia e simenza). Dico subito che un buon politico o un ottimo Dirigente, per essere tale e per il rispetto del principio di collaborazione tra cittadini e P.A., non può chiudere la vicenda dicendo che se le richieste di pagamento sono ritenute illegittime si può sempre fare ricorso. E sul punto mi fermo qui.

Arrivando al nocciolo della questione, Egregi Signori, Voi sapete benissimo che - da sempre - la Tia, la Tares e la Tari sono dei tributi che vengono chiesti al cittadino per coprire i costi derivanti dalla raccolta dei rifiuti e relativo smaltimento e per lo spazzamento delle vie ed aree pubbliche (e non solo dei salotti della città).

Ci volete dire, caro Sindaco e Dirigenti vari che vi occupate della evasione dei tributi locali in maniera solerte e disinteressata, quanto e quali soldi avete speso per la gestione dei rifiuti in quelle Contrade? Vi siete mai preoccupati di mandare un netturbino in quelle zone o di posizionare un cassonetto?
Esiste un contratto di appalto con qualche società che prevede la raccolta dei rifiuti nelle zone sopra indicate?

Ed ancora, vi rendete conto, cari Signori, che avete trasformato la tassa sui rifiuti – pur non avendone il potere- in una specie di IMU che già viene pagata anche se malvolentieri?
Vede caro Sindaco, a distanza di circa 25 anni, i cittadini di Raffadali con immobili siti nella C.da Modaccamo ancora aspettano un intervento del Comune di Agrigento finalizzato a manutenere un tratto di strada (con pochi euro) di pertinenza comunale e sollecitato attraverso la raccolta di firme.

Lei può dire (giustamente) che è arrivato da poco ad Agrigento. Ma questo è l’atteggiamento avuto dalle varie amministrazioni nei confronti di quelle zone dove l’ambiente è stato tutelato solo dai proprietari che mai hanno pensato di abbandonare i rifiuti ai bordi delle strade.

Sarà forse perché quei cittadini (con residenza a Raffadali ) non votano ad Agrigento?
Siete sicuri che la lotta alla evasione ed il risanamento del bilanci va’ fatta così?
Io non so quanti Consiglieri Comunali oggi in carica hanno proceduto alla approvazione del regolamento TARI nel 2014, ma qualche domanda va fatta anche a loro.

Vi siete mai chiesti, quando approvate annualmente il Piano Finanziario e tariffe TARI, su quanti utenti viene spalmato il costo della gestione dei rifiuti?

Ritenete che sia conforme al principio di ragionevolezza la norma del Regolamento TARI che prevede indistintamente un abbattimento del 70% sulla tariffa TARI per gli utenti con immobili siti ad una distanza di sei chilometri dal primo punto di raccolta e per gli utenti con immobili siti ad una distanza di venti chilometri? Non ritenete che la norma favorisca i primi e penalizzi fortemente i secondi, costretti a fare un bel po’ di strada (20+ 20 Km) per conferire i rifiuti?

Se ci pensate bene, l’utente con immobile sito a venti chilometri, alla fine viene a spendere una somma di denaro maggiore rispetto ad un utente con immobile sito a 500 metri dal primo punto di raccolta. Oltre alla Tari, l’utente viene gravato delle spese per il trasporto dei rifiuti tranne che non si decida di conferire sotto i ponti o ai bordi delle strade con buona pace degli ambientalisti e di chi sostiene (in mala fede) che il servizio di raccolta viene svolto in tutto il territorio comunale. Da qui, quindi, il razzismo fiscale di cui sopra.

Stesso trattamento fiscale in presenza di situazioni completamente diverse.
Non pensate, Cari Consiglieri, che tale norma mortifica il buon senso e i cittadini con immobili siti fuori dal centro abitato  e che andrebbe rivista nel rispetto del principio di ragionevolezza?
Vi è poi una norma del Regolamento TARI 2014 che merita uno studio particolare dove la discrezionalità riconosciuta dalla legge al Consiglio Comunale si trasforma in mero arbitrio.

Mi riferisco alla norma che prevede un forte abbattimento della Tariffa Tari (500 euro o 700,00 circa) per chi adotta un cane da un canile convenzionato. Io sono un amante degli animali ed in particolare dei cani, ma la ratio di tale norma non mi è chiara.
Io credo che l’adozione di un cane (ai sensi del regolamento) può permettersela solo una persona che già è fortunata da un punto di vista economico e che non necessità di sconti sulla TARI.
Forse sarebbe stato più opportuno riconoscere maggiori sconti a favore delle famiglie bisognose che sono tante.

Chi scrive, visti i precedenti, non crede proprio ad una vostra risposta e neanche a qualche provvedimento che metta fine a queste richieste di pagamento che sono contrarie ai principi di buona fede e ai principi sanciti dalla Corte di Cassazione in materia.

È certo, comunque, che i tanti cittadini interessati alla vicenda denunciata continueranno a lottare, convinti della bontà delle richieste avanzate e per ora disattese.
Cordialmente
                                                                                                                        Giovanni Ballaccomo

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