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Cyberbullismo, a Raffadali incontro tra ragazzi, genitori e istituzioni

Il cyberbullismo, hanno sottolineato tutti gli intervenuti, è purtroppo un fenomeno presente nella nostra realtà più di quanto si possa immaginare ed è pertanto necessario combatterlo senza risparmiare energie

Un momento dell'incontro

Facendo seguito all’incontro del marzo scorso, organizzato dall’amministrazione comunale di Raffadali assieme all’associazione Caponnetto con il quale si è avviato il progetto “Giovani sentinelle della legalità”, si è svolto stasera, nell’aula consiliare un interessante meeting che oltre ai ragazzi della scuola media Galilei di Raffadali ha visto coinvolte diverse autorità.

Oltre al sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro e l’assessore ai servizi sociali Giovanna Vinti che fungevano da padroni di casa, sono stati presenti: il maresciallo dei Carabinieri Armando Manzo, la pedagogista Gabriella Schembri dell’Ufficio educazione alla salute dell’ASP di Agrigento, e l’ispettore superiore della Polizia di Stato della Questura di Agrigento, Maria Rosa Volpe.

Il cyberbullismo, hanno sottolineato tutti gli intervenuti, è purtroppo un fenomeno presente nella nostra realtà più di quanto si possa immaginare ed è pertanto necessario combatterlo senza risparmiare energie.

Gabriella Schembri ha insistito sul ruolo delle famiglie e sull’importanza del dialogo da instaurare a tutti i costi. Bisogna educare all’esternazione delle emozioni reali e non con le emoticon come sono soliti fare i ragazzi. Molti – ha aggiunto la Schembri - quasi tutti, hanno un account falso sui social in quanto minorenni, ma come non lascereste guidare vostro figlio prima dei 18 anni, così dovete almeno sorvegliarli mentre navigano sul web.

L’ispettore Volpe dell’ufficio minori della Questura ha parlato della mancanza di ascolto da parte dei genitori, spesso troppo impegnati, e della necessità invece dei ragazzi di trovare qualcuno che li possa ascoltare e che quindi viene cercato altrove. È importante chiedere aiuto per comunicare un proprio disagio, non bisogna per forza denunciare, noi siamo a disposizione di tutti anche solo per ascoltare e per stabilire un contatto comunicativo.

L’assessore ai servizi sociali Giovanna Vinti ha spiegato come l’amministrazione stia cercando di creare una rete di contatti per far capire a tutti a chi ci si può rivolgere e questi incontri servono a stimolare la collaborazione e sensibilizzare tutti al problema.

Il comandante della stazione dei Carabinieri di Raffadali ha messo in guardia i ragazzi sul pericolo di isolarsi che il bullismo può provocare. A Raffadali c’è stato un caso di una ragazzina che a causa dell’isolamento nel quale si era chiusa per colpa di qualche bullo, ha trovato il suo sfogo in un gioco su internet molto pericoloso (balena blu) che dura qualche settimana e si conclude con il suicidio. Per fortuna siamo riusciti a intervenire in tempo e scongiurare una tragedia. Noi come Carabinieri siamo a vostra completa disposizione e non occorre denunciare serve solo parlarne.

Il sindaco Silvio Cuffaro, così come promesso nel precedente incontro di marzo ha consegnato una cassetta postale nella quale i ragazzi, in forma anonima, inseriranno i loro messaggi, senza paura di essere individuati, che serviranno per capire l’ampiezza del fenomeno a Raffadali.

“Stiamo investendo parecchio sulla lotta al bullismo – ha dichiarato alla fine Cuffaro - vogliamo combattere il fenomeno e non stiamo risparmiando energie. Cerchiamo la collaborazione di tutti, soprattutto dei ragazzi e delle loro famiglie, ma anche delle altre istituzioni per cercare di debellare il fenomeno, nessuno deve pensare che si tratta di qualcosa che non lo riguardi, tutti potenzialmente ne possiamo, a vari modi, esserne coinvolti”.

Nel corso dell’incontro sono stati proiettati anche alcuni video sul tema, molto toccanti, che serviranno, di sicuro, a far prendere maggiore coscienza del problema. 

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