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Da Raffadali a Joppolo: tutti in marcia per ricordare le vittime innocenti di mafia

Don Renato Sacco, coordinatore nazionale movimento Pax Christi, ha riassunto in uno slogan il tema dell'iniziativa: "Annunciare - denunciare - rinunciare"

Un momento della marcia

La terza marcia da Raffadali a Joppolo per ricordare le vittime innocenti di mafia, organizzata dal Comune di Joppolo Giancaxio, in collaborazione col comune di Raffadali, si è rivelata ancora una volta un successo.

Una giornata che ha visto protagonisti i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado che sono arrivati a Raffadali da tutta la provincia per poi incamminarsi, dietro i loro striscioni, lungo il tragitto verso Joppolo Giancaxio.

Non prima del saluto e dell’intervento del sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro, che ha ricordato a tutti che la vera antimafia è quella spontanea dei ragazzi presenti nella piazza e non di chi dell’antimafia ne ha fatto una professione e un mezzo per fare carriera.

A Joppolo ad attendere l’arrivo della lunga carovana c’erano diversi sindaci della provincia di Agrigento e i più alti rappresentanti di tutte le forze dell’ordine.

Sul palco di corso Umberto c’è stato poi l’intervento del sindaco di Joppolo Giuseppe Portella e del Prefetto Nicola Diomede che hanno sottolineato l’importanza di giornate come questa che devono servire per testimoniare, ma soprattutto per dare coraggio e supporto a chi ogni giorno, a volte nel silenzio, combatte contro la mafia.

Mentre la piazza veniva lasciata libera per l’effettuazione di alcune attività ludico-sportive, in tarda mattinata ci si è spostati all’anfiteatro dove si sono susseguiti gli interventi di: don Luigi Petralia – Vicario pastorale al lavoro e alle politiche sociali della diocesi di Piazza Armerina – parroco chiesa Santa Lucia di Gela; Giancarlo Caruso – Magistrato; Margherita La Rocca Ruvolo – vicepresidente commissione regionale antimafia e di don Renato Sacco – coordinatore nazionale movimento Pax Christi, che ha riassunto in uno slogan il tema di questa marcia: “Annunciare – denunciare – rinunciare”.

Coniugando questi tre verbi - ha spiegato don Sacco - ognuno di noi può dare il suo prezioso contributo per sconfiggere e annientare le mafie.

Alla manifestazione hanno aderito l’associazione volontari Lupi di Agrigento, l’associazione Liberamente donna Raffadali, Libreria edizioni Paoline di Agrigento, Presidio Libera di Gela, Centro Pio La Torre di Palermo, Agende rosse di Agrigento, Cooperativa sociale Familia di Aragona, l’associazione “Emanuela Loi” di Agrigento, Casa della pace – centro diocesano di educazione alla mondialità – Caritas diocesana di Agrigento, Movimento Pax Christi – coordinamento nazionale ASP di Agrigento, volontari di strada Agrigento, volontari protezione civile di Raffadali, Protezione civile provincia regionale di Agrigento, Croce Rossa italiana, Convenzione di Ginevra 22 agosto 1864, Anief Agrigento, AICS provinciale di Agrigento, Associazione donatori di sangue Polizia di Stato.

La data del ricordo delle vittime innocenti di mafia è stata ora istituzionalizzata e dal prossimo anno si effettuerà sempre il 21 marzo.

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