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Oggi la posa della prima pietra del piccolo monastero dei Figli di Dio

Padre Benedetto Ravano, giunto appositamente da Firenze, nel ricordare con una preghiera la professoressa Impiduglia e le sue sorelle, che si sono rese protagoniste di un così nobile gesto, ha augurato a tutta la comunità raffadalese di avvalersi della nuova struttura

Posa prima pietra

Sorgerà a Raffadali, in contrada Traccana, una Casa di vita religiosa che ospiterà permanentemente cinque o sei monaci della comunità Figli di Dio di Firenze.

Stamani, c’è stata la cerimonia della posa della prima pietra e l’apertura ufficiale del cantiere, con gli operai che hanno già provveduto a un primo parziale sbancamento.

L’opera si realizzerà grazie alla donazione della compianta professoressa Giuseppina Impiduglia che ha donato il terreno e il fabbricato esistente alla comunità Figli di Dio che attraverso donazioni realizzerà l’opera.

Alla cerimonia è intervenuto il Padre Superiore della comunità fiorentina don Benedetto Ravano, giunto appositamente da Firenze per l’evento. Presente anche l’ex arciprete di Raffadali, don Giuseppe Livatino, sempre amatissimo dai suoi ex parrocchiani, la giunta comunale e alcuni rappresentanti dell’ufficio tecnico del comune, assieme all’ingegnere Tabone.

A fare gli onori di casa il sindaco Silvio Cuffaro che ha ringraziato padre Benedetto Ravano per aver scelto Raffadali come luogo dove realizzare questa opera che consentirà alla comunità raffadalese di potersi arricchire culturalmente e anche da un punto di vista religioso.

“Il nostro comune – ha aggiunto Cuffaro – è sempre a disposizione per tutte le attività non lucrative che possano portare benessere e crescita a tutta la comunità. Ci impegniamo a far sì che ci siano le condizioni anche per la costruzione di una foresteria".

Padre Benedetto Ravano, nel ricordare con una preghiera la professoressa Impiduglia e le sue sorelle, che si sono rese protagoniste di un così nobile gesto, ha augurato a tutta la comunità raffadalese di avvalersi della nuova struttura che sorgerà a pochi metri dalla via Murano.

Ad illustrare le caratteristiche del nuovo monastero c’era anche il progettista e direttore dei lavori, l’architetto Lillo Incardona che ha spiegato come il piccolo monastero potrà ospitare fino a sei religiosi.

Non si sa ancora se saranno dei monaci oppure delle monache, sarà il padre superiore a decidere quando sarà il momento opportuno.

La costruzione che sarà realizzata prevede la nascita di alcune celle per i monaci al piano superiore, una sala di accoglienza al pian terreno, una cucina, una cappella, una biblioteca e un piccolo chiostro esterno, mentre in un secondo momento è già prevista la costruzione di una foresteria. I lavori, che sono appunto iniziati stamani, dovrebbero concludersi entro l’estate del 2020.   

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Salvatore
    Salvatore

    Perchè non dare a questi monaci l'uso della Chiesa del Crocifisso che per la parte esterna è una assieme alla Chiesa di San Giuseppe delle più belle di Raffadali ?

  • Avatar anonimo di Salvatore
    Salvatore

    Bene, sono contento che grazie alla generosità della mia ex professoressa Impiduglia e delle sue sorelle sarà possibile realizzare quest'opera con la quale Raffadali ospiterà nuovi religiosi che certamente saranno, con la loro presenza e il loro operato di grande aiuto per la nostra comunità tutti, per cui auspico che la nostra amministrazione si adoperi in collaborazione con il clero al ripristino di tutte quelle Chiese ormai abbandonate consentendo ai nostri concittadini che ne abbiano voglia e desiderio di rifrequentarle anche per potere andare a fare una semplice preghiera, sopratutto persone anziane che vivono nei pressi. Certo è, inoltre, che andremmo a rispolverare quelle che erano le tradizioni del vivere quotidiano,genuino di una volta. Non sarebbe bello per esempio rifare le stazioni delle Via Crucis con la visita nelle varie parrocchie ? Non facciamo perdere queste nostre tradizioni che possono sembrare banali, ma che invece danno un senso alla nostra vita.

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