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Martedì 16 gennaio si inaugura il riqualificato bevaio del Voltano

Da un’idea semplice e grazie anche alle sagome impiantate a bordo bevaio si riescono a immaginare brevi frammenti di vita passata che riecheggiano nella memoria di quanti li hanno vissuti e rappresentano patrimonio culturale per le nuove generazioni

Bevaio Voltano

Per tanti anni è stato uno dei luoghi più frequentati dai raffadalesi, dove spesso ci si dava appuntamento per spostarsi verso altri posti e il luogo dove ci si incontrava per riempire e portare a casa l’acqua cristallina del Voltano.

Oggi dopo tanti anni di totale abbandono, il bevaio del Voltano (“brivatura” nel gergo dei raffadalesi) torna a nuova vita, grazie all’iniziativa dell’amministrazione comunale che, a costo zero, è riuscita a riqualificare uno dei luoghi storici del paese.

I costi per la realizzazione del progetto, è bene dirlo subito, sono stati sostenuti dalla ditta “Erana” di Raffadali fondata dal compianto Angelo Cuffaro e i cui eredi: la moglie Vincenza e i figli Salvatore e Josè hanno voluto a lui dedicare questa riqualificazione.

Tutto era partito, circa due anni addietro da un’idea del sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro e di un doppio bando lanciato dal comune di Raffadali che intendeva riqualificare il bevaio.

Il primo prevedeva un concorso di idee per acquisire il progetto, mentre il secondo mirava a individuare chi volesse finanziare il progetto in cambio di una targa commemorativa da apporre sul luogo. Il progetto vincitore è risultato quello presentato da un team di professionisti composto dall’ingegnere Paolo Galletto e dagli architetti Alberto Cuffaro e Felicetto Pirrera, mentre l’unica ditta a offrirsi di finanziare il progetto, è stata appunto la “Erana”.

Dopo alcuni mesi di lavori, realizzati dalla ditta Bruno e Fretto, l’opera è stata completata, ma si è voluto far slittare la data dell’inaugurazione per farla coincidere con quella della scomparsa del compianto zio Angelino Cuffaro (16 gennaio) al quale è stata dedicata questa riqualificazione. 

Il progetto di riqualificazione della piazza attorno al bevaio ha mirato, prima di tutto, a rispondere al quesito tanto discusso: "dentro il bevaio tornerà ad esserci nuovamente l'acqua?". Da questa domanda sono nate le più decisive riflessioni dei progettisti: l'acqua non solo tornerà ad esserci ma sarebbe stata l'elemento fondamentale di progetto.

Attraverso un semplice effetto impiantistico, installato all’interno del bevaio, viene messo in evidenza l'antico gesto dell’uomo, per favorire l’abbeveraggio degli animali, per schiarire l’acqua, che muovendola, fa sì che cerchi concentrici si propaghino all’interno e fuori il vecchio bevaio, ove finiscono di essere acqua e si trasformano in pavimentazione, sedute e forme, creando un nuovo spazio di aggregazione urbana e trasmettendo al contempo la legge vitale che si associa all'acqua stessa.

Da un’idea semplice e grazie anche alle sagome impiantate a bordo bevaio si riescono a immaginare brevi frammenti di vita passata che riecheggiano nella memoria di quanti li hanno vissuti e rappresentano patrimonio culturale per le nuove generazioni. 

La cerimonia di inaugurazione si svolgerà martedì 16 gennaio alle 16,30 e subito dopo nella chiesa di Santa Gemma, a pochi passi dal bevaio, sarà celebrata una messa in suffragio dello “zio Angelino”.

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