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"Perseguita e picchia coniugi per ragioni passionali", 41 enne a giudizio

Minacce, inseguimenti, pugni, calci e vessazioni di varia natura perché, a suo dire, quell’uomo intratteneva una relazione sentimentale con una vicina di casa della quale si era infatuato

Minacce, inseguimenti, pugni, calci e vessazioni di varia natura perché, a suo dire, quell’uomo intratteneva una relazione sentimentale con una vicina di casa della quale si era infatuato. Nuovi guai per il raffadalese Francesco Randisi, 41 anni, attualmente ai domiciliari dopo un arresto con l’accusa di avere aggredito e minacciato il padre con un fucile. Il pubblico ministero Antonella Pandolfi ha chiesto il rinvio a giudizio per le accuse di stalking e lesioni. Randisi, che ha nominato come difensore l’avvocato Fabio Inglima Modica, doveva comparire ieri davanti al giudice Stefano Zammuto ma l’udienza preliminare è stata rinviata al 9 aprile per un difetto nella notifica all'imputato. Le due presunte vittime, due coniugi di Raffadali, si costituiranno parte civile con l’assistenza dell’avvocato Leonardo Marino.

I fatti al centro della richiesta di rinvio a giudizio risalgono al periodo compreso fra il giugno del 2015 e il settembre dell’anno successivo. Nel mirino di Randisi sarebbe finito l’uomo che riteneva falsamente avesse una relazione con la sua vicina di casa, della quale si era invaghito, e la moglie. Le intimidazioni e le minacce sarebbero state ripetute e, per essere più convincente, avrebbe usato pure un bastone e un coltello che avrebbe brandito per tentare di convincerlo a non attraversare più quella strada. Con la moglie avrebbe fatto anche di peggio inseguendola e tentando di provocare un incidente stradale. L’episodio più grave sarebbe accaduto il 5 maggio del 2016: la donna sarebbe stata afferrata per i capelli mentre si trovava nella sua auto e colpita con calci e pugni alla testa. 

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