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Servizio idrico, il comitato per l'acqua pubblica chiede un Consiglio comunale

Servirà per approfondire il tema della gestione del servizio idrico e soprattuto delle utenze a contatore

Gestione del servizio idrico, il Comitato per l’acqua pubblica chiede la convocazione di un Consiglio comunale aperto e straordinario sul tema.

La domanda è stata protocollata nei giorni scorsi ed è motivata, a dire del comitato di cittadini, da una situazione complessiva ormai gravissima rispetto ai servizi forniti e soprattutto dal rischio – più volte ventilato – che la futura gestione del servizio sia comunque affidata ad una società per azioni, a capitale più o meno pubblico. Il Consiglio, in tal senso, dovrebbe determinarsi approvando un atto di indirizzo politico da presentare poi all’Ati per chiedere di puntare unicamente sulla gestione totalmente pubblica.

Troppo poveri per pagare la bolletta: famiglia vive senza acqua corrente

Una decisione che, dicono dal Comitato, ha un valore maggiore a Raffadali, stante che il paese è ad oggi “fortemente danneggiato dalla gestione privatistica della Girgenti Acque Spa, caratterizzata – si legge nella lettera – da innumerevoli disservizi, tra i quali l’omessa manutenzione delle reti colabrodo, distribuzione con turni mediamente di 10 giorni – in alcune frazioni anche di 12/14 giorni -… A rendere ancora più iniqua l’attuale erogazione del servizio – aggiungono – è la circostanza della parziale istallazione dei contatori nel paese, che crea assurde diseguaglianze nella fatturazione dei consumi”.

Famiglie indigenti, la replica del Comune: "Pronti a fare la nostra parte"

Il Comitato, inoltre, considerato i fatti raccontati nei giorni scorsi, cioè dell'esistenza di una famiglia che ha vissuto per oltre un anno senza l'acqua corrente, sollecita l'amministrazione comunale ad attivare le dovute procedure a tutela dei cittadini, stante la presenza di numerosi nuclei familiari in queste condizioni.

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