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L'europarlamentare Michela Giuffrida sabato pomeriggio a Raffadali

Incontrerà la cittadinanza, gli iscritti e i simpatizzanti del PD per illustrare quali iniziative sono in essere a sostegno delle città e dello sviluppo della nostra isola e sull’attività svolta in questi anni al Parlamento Europeo

Sabato 23 Marzo, alle 15, alla Casa del Popolo di Raffadali, Michela Giuffrida, Deputato europeo, componente della Commissione per lo sviluppo regionale e della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, incontrerà la cittadinanza, gli iscritti ed i simpatizzanti del PD per illustrare quali iniziative sono in essere a sostegno delle città e dello sviluppo della nostra isola e sull’attività svolta in questi anni al Parlamento Europeo.

“In questi cinque anni molte cose sono cambiate in Europa e nel mondo – spiega Michela Giuffrida – Sono diversi gli scenari politici ed il sentire della gente. Spesso si tenta di fare confusione e scaricare sull’Unione Europea responsabilità che sono dei governi nazionali e regionali, come il mancato utilizzo dei fondi a disposizione per lo sviluppo delle regioni svantaggiate o per offrire pari opportunità a tutti i cittadini.

Si parla di “Bruxelles” senza distinguere le competenze e le responsabilità delle tre diverse istituzioni che governano l’UE, e confondendo l’operato del Parlamento europeo con atti e decisioni che invece sono della Commissione europea o, soprattutto, del Consiglio dove vengono definite le scelte più controverse e dove gli interessi nazionali spesso prevalgono a scapito, ad esempio, delle politiche che renderebbero più forte ed unita l’Europa dei popoli e offrirebbero migliori condizioni di vita a chi sta peggio, ai lavoratori ed alle imprese“.

“In Sicilia, ad esempio – aggiunge la Parlamentare europea del Pd – abbiamo avuto ed abbiamo a disposizione una quantità enorme di risorse che non vengono spese o sono spese male, per colpa non – come spesso si pensa – della “burocrazia europea” ma delle farraginosità delle procedure e di scelte sbagliate che caratterizzano il livello regionale.

I Siciliani, le amministrazioni locali, i lavoratori, i cittadini, le imprese della nostra isola hanno bisogno di più Europa, di un Europa che rimedi ai tanti errori compiuti, più attenta verso i deboli, il sociale, il mondo del lavoro. C’è bisogno di opporsi con forza a chi, come sta accadendo, rinnega il ruolo storico dell’Italia nel processo di costruzione dell’Unione, spinge verso la disgregazione e costringe all’isolamento il nostro Paese.

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Quanto accaduto in Inghilterra, dopo la dura lezione della Brexit, dovrebbe essere d’insegnamento su quale sarebbe la sorte dell’Italia se a prevalere in Europa dovessero essere le forze sovraniste e populiste”.

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